Al mare con Kasanova

Tutti pronti per partire… ma avete visto la nuova collezione vacanza firmata Kasanova? Comprende tantissimi prodotti utili e divertenti tra teli mare a forma di ananas, anguria o coda di sirena e gonfiabili di ogni tipo e per tutti i gusti, dai design più spassosi ai grandi classici. Tra tutti i più particolari sono il materassino gonfiabile a forma di milkshake (198X107 cm, in vendita a 16,90 €) e quello con patatine fritte (175X132 cm, in vendita a 21,90 €). E che dire di quello a forma di spicchio di pizza (175X145 cm, in vendita a 21,90 €), con ganci laterali che permettono di unire più spicchi insieme fino a formare una pizza intera? Tutti sono facili da gonfiare grazie alla valvola che permette di immettere aria senza che fuoriesca. Una volta gonfiati, mantengono la forma a lungo. Chiudiamo con la bella e grande piscina gonfiabile perfetta per i piccoli di casa. Un accessorio per colorare in modo allegro le giornate dei bambini (295X191 cm, in vendita a 69,90 €).

 

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Nuova opzione “gluten free” per la app SnapFood

Chi ha un’intolleranza sa quanto sia snervante trovare strutture realmente in grado di soddisfare le proprie esigenze. Ed è il principale motivo per cui personalmente “bazzico” bene o male sempre gli stessi fidatissimi posti: almeno vado sul sicuro con Gaia, la sua celiachia, la garanzia contro le contaminazioni e via dicendo…

Ma se volessi portarla a mangiare un determinato piatto? snapfoodSe, quindi, la ricerca partisse dalle pietanze e non dal ristorante? Da qualche tempo è disponibile la app SnapFood, che risponde a questa richiesta. Si tratta di un social che premia la qualità e il cibo e offre a chi soffre di intolleranze l’opzione di ricerca “piatti gluten free” (ma esistono anche le opzioni “piatti green” – vegetariani e vegani – e “piatti piccanti”). La possibilità di condividere piatti che rispettano le esigenze di chi ha intolleranze è una funzione di grande utilità che si basa anche sulle esperienze della comunità. In questo modo si unisce la certezza della qualità con le recensioni di chi ha le stesse esigenze alimentari. Ad oggi ci sono già oltre 10000 piatti gluten free caricati dalla community di SnapFood.

Dice Alessio Ripanti, fondatore di SnapFood: “Per le persone che soffrono di allergie o intolleranze è importante poter fare affidamento su una community di persone che hanno lo stesso problema e che danno consigli su dove trovare piatti di qualità. Con i nuovi filtri di ricerca di SnapFood vogliamo offrire uno strumento che aiuta a trovare il buon cibo considerando le esigenze individuali. Per ora abbiamo circa 10.000 piatti gluten free nel database, ma sono certo che presto il numero aumenterà notevolmente, grazie all’aiuto della community”.

Gli utenti attivi di SnapFood sono quasi 50.000, i piatti caricati si avvicinano ai 90.000 e i ristoratori presenti hanno già superato quota 35.000. La media giornaliera di nuovi iscritti si è assestata intorno alle 1.000 unità. Per diventare parte della community di SnapFood basta scaricare gratuitamente l’app, disponibile per IOS e ANDROID.
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Un contest per mamme e figli

Creative Mamy e Willy & Nilly presentano “Storie a colori”, il primo gioco di Story Dressing basato sul potere narrativo delle macchie. L’unica regola è dare libero sfogo alla creatività della mamma e dei suoi figli. Insieme, infatti, potranno creare e dare forma a mondi, viaggi, avventure. In una parola: storie.

Niente cattura l’attenzione dei più piccoli come il racconto; se poi i racconti prendono vita e diventano veri e propri libri illustrati e capi da indossare, anche la mamma è contenta e il gioco è fatto! Il gioco è destinato ai piccoli creativi di tutte le età e alle loro mamme, che potranno contare sull’aiuto e sulle intuizioni della “super Creativemamy” Maria Veneziano, la super mamma creativa seguita da più di un milione e mezzo di fan in tutto il mondo. Storie a colori è il modo migliore per avvicinare la mamma ai figli attraverso la dimensione del gioco, insegnare ai più piccoli che per creare bisogna sporcarsi le mani e condividere momenti indelebili.

Regole del gioco

1. Con la direzione creativa di tuo figlio/a scrivete una mini storia in cui i protagonisti dovranno essere Willy, Nilly e il Macchiopardo, scegliete in quale macchia, colore e relativo Macchiomondo si tu‑eranno, inventando nuovi personaggi frutto della vostra fantasia.

2. Individuate gli elementi e i protagonisti principali del vostro Macchiomondo per trasformare la vostra storia in una t-shirt interattiva Willy & Nilly. Come?

3. Guarda il video esplicativo sulla pagina uffi­ciale Facebook Creativemamy

1. Disegna con tuo figlio/a, al centro della t-shirt, una scena tratta della storia da voi inventata con i pennarelli colorati per tessuti.

2. Cuci i 4 bottoni sulla maglietta nei quattro angoli esterni del vostro disegno sulla t-shirt.

3. Disegna sui cartoncini colorati e poi ritaglia 4 formacchiette raguranti gli elementi preferiti della tua storia. Infine e‑ettua un piccolo taglio centrale.

4. Applica le formacchiette con i piccoli tagli sui bottoni della t-shirt.

4. Invia il testo della storia e le foto dell’elaborato finale ENTRO IL 15 DICEMBRE 2017 con nome e cognome dei partecipanti a info@dibidiworld.com o a maria.veneziano@creativemamy.it.

5. Se desideri condividere il vostro meraviglioso elaborato creativo con gli altri partecipanti, pubblica le foto sulla pagina dell’evento.

6. Attendi il responso della giuria e scopri se sarete voi i vincitori.

Il premio

Il team creativo e gli autori Willy & Nilly, con la redazione delle CreativeMamy, sceglieranno l’elaborato più originale in base all’audacia creativa della storia e dell’elaborato artistico finale. Il Macchiomondo più creativo si trasformerà quindi in un libro illustrato ad hoc dagli illustratori Willy & Nilly e firmato da mamma e figlio/a vincitori, a cui sarà spedito in duplice copia. La storia con relativi credits sarà pubblicata sul sito http://www.dibidiworld.com. La coppia Madre e Figlio/a vincitrice riceverà inoltre una fornitura completa delle T-shirt Willy & Nilly (Il bosco delle tenebre, Una pennellata di allegria, La ricetta dell’amicizia). La coppia vincitrice sarà comunicata il giorno 23 dicembre via mail e in diretta sulla pagina Facebook Creativemamy.

Vuoi saperne di più su Willy & Nilly? Leggi il post dedicato qui.

 

Con i piedini sempre al caldo

ridimen2Sicuramente questo inverno lo immaginavo (come un po’ tutti) diverso. Mi sarebbe piaciuto svegliare Gaia e portarla alla finestra a vedere la neve caduta durante la notte. Prepararci insieme in fretta e furia per uscire a giocare nel giardino imbiancato. Invece almeno fino a ora “nisba”… solo pochi fiocchi subito cancellati da un po’ di pioggia e da giornate che avevano più del primaverile che dell’invernale. Però in fondo non è una gran tragedia. Anche senza neve si può giocare a più non posso. E per proteggere i piedini dal vento e dalle basse temperature abbiamo provato gli scarponcini con tecnologia Gore che fanno parte del progetto internazionale “Big Days: piccoli passi… per diventare grandi!” di cui siamo “ambasciatori”. Sono scarpine Sensifit Fairy con tecnologia Gore-Tex Insulated Comfort, che isola il piede da freddo e umidità senza compromettere la caratteristica traspirabilità della membrana.

 

E ora un occhio all’estetica: sono rosa e hanno l’inserto in pelo… una bimba che a 3 anni mi chiede di metterle accessori “in pendant” ridimen1con i vestiti come potrebbe non apprezzarli? E poi sono comodissimi (ecco, se volessimo l’unica pecca è la difficoltà di inserirci il piede)! Li indossa per ore e praticamente li vuole in ogni occasione. Dalle passeggiate per il paese al gioco in casa e fuori, dal parco giochi (pure se l’erba è bagnata per la tanta umidità e non c’è manco un raggio di sole a riscaldare i poveri genitori in piedi ad aspettare i comodi dei propri pargoli) all’asilo. Anche questa volta, dunque, la prova di questi scarponcini è stata brillantemente superata!

 

Ricordiamo la pagina del progetto internazionale “Big Days: piccoli passi… per diventare grandi!”. E anche quello delle famiglie ambasciatrici per l’edizione di quest’anno.
#GORE-TEX

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Forza ciurma si va!

DSC05238In paese ci sono diversi parchi giochi… il che davvero è strano considerandone le ridotte dimensioni. Tra tutti quello che più piace a Gaia è “la nave”. Una costruzione che ha decisamente visto giorni migliori e che purtroppo – visti l’erba incolta e il legno malconcio – pare sia lasciata in balia degli eventi. Ad ogni modo, capita di andarci e di lasciar scorrazzare Gaia tra scivoli, scalette e… timoni! Ci siamo finiti anche qualche giorno fa, nel pieno della bolla di caldo. Il parco giochi è tuuuuutto sotto al sole (tranne la parte che dovrebbe rappresentarne la “stiva” e che ovviamente a Gaia non interessa). Considerando comunque l’erba alta, le assi in legno sconnesse e scheggiate e le scalette poco stabili, certo non era il caso di andarci con dei sandaletti.

 

Per cui nonostante i 38°C abbiamo calzato le scarpe Primigi con DSC05223GORE-TEX® che ci sono state date in prova per il progetto Big Days. Morbidissime nonostante la forma all’apparenza “tozza”, calzano davvero a pennello. La suola è perfettamente aderente, come hanno confermato “i test” di arrampicata e corsa su vari tipi di terreno 😉 Ma quello che ci ha lasciato sorpresi è stata l’incredibile traspirazione, merito sicuramente del particolare design del sottopiede, flessibile e traspirante al massimo. Infatti a dispetto del caldo torrido, del design chiuso della scarpa e dell’attività intensa svolta da Gaia, i suoi piedini non hanno minimamente sudato.

 

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Test superato a pieni voti per questo modello e per la tecnologia GORE-TEX® che adotta!

 

 

Ricordiamo la pagina del progetto internazionale “Big Days: piccoli passi… per diventare grandi!”. E anche quello delle famiglie ambasciatrici per l’edizione di quest’anno.
#GORE-TEX

 

I nostri “Big Days” insieme a GORE-TEX®

GORE-TEX® - Big Days
Il marchio GORE-TEX® lo conoscono un po’ tutti. Le tecnologie che sviluppa e applica a capi di abbigliamento e calzature sono spesso la scelta preferita di atleti di alto profilo di tutto il mondo e di tutte le discipline. Ma GORE-TEX® guarda anche a “noi comuni mortali”. A chi insomma non è che sia proprio un maratoneta o un alpinista. E lo fa con soluzioni che ci consentono di vivere più serenamente le nostre giornate. Ne è un esempio la tecnologia SURROUND™ applicata alle calzature, che offre un clima comfort ottimale abbinato a un design alla moda. Queste scarpe mantengono i piedi non solo asciutti, ma anche piacevolmente freschi in qualsiasi momento. L’innovativa struttura di questa suola combina una funzionalità straordinaria con un’estetica attuale, rendendo i modelli dotati di questa tecnologia perfetti per una giornata nella natura così come per una passeggiata in città. E non solo per noi “grandi”!!! Considerando i suoi indubbi vantaggi, infatti, GORE-TEX® è sempre più presente anche nelle calzature dei più piccoli. E chi meglio di chi inizia a muovere i suoi primi scatenati passi sa mettere alla prova le scarpe che porta ai piedi? Ecco quindi che nasce il progetto internazionale “Big Days: piccoli passi… per diventare grandi!”. Esso coinvolge alcune famiglie con bambini di varie fasce d’età disponibili a raccontare le “grandi esperienze” quotidiane che segnano la crescita dei loro figli. E noi siamo proprio orgogliosi di far parte del gruppo delle “famiglie ambasciatrici” per l’edizione 2015 del progetto. Se volete saperne di più sul progetto, date un’occhiata qui. Per conoscere noi e le altre famiglie ambasciatrici invece, la pagina da non perdere è questa. Così come è da non perdere il prossimo post… riuscirà Gaia a mettere a dura prova le sue Primigi con GORE-TEX® SURROUND™? 😉

 

Hai mai pensato di essere celiaca?

CeliachiaeDonna480pxLa celiachia è una malattia al femminile: le italiane che ne soffrono sono il doppio degli uomini, un esercito di 400.000 pazienti che però nel 70% dei casi ancora ignorano di non tollerare il glutine. Nel nostro Paese infatti appena 115.000 donne hanno ricevuto la diagnosi e tutte le altre, oltre 280.000, sono esposte alle complicanze della celiachia. Tra esse anemia, problemi di fertilità, osteoporosi o menopausa precoce.

In occasione della Giornata Internazionale della Donna dell’8 marzo, AIC ha pubblicato la guida “Donna e Celiachia” realizzata dal Comitato Scientifico dell’Associazione per aiutare le italiane a “riconoscersi” e capire se sono celiache pur non presentando i sintomi classici della malattia: la guida, disponibile sul sito http://www.celiachia.it, sarà diffusa nei prossimi mesi anche in versione cartacea e verrà distribuita ai medici di famiglia, per far emergere dall’ombra le 7 pazienti su 10 che a oggi sono ancora ignare della loro condizione.

L’attenzione alle donne è giustificata dai numeri come dichiara Marco Silano, coordinatore del board scientifico di AIC: “Il 72% dei pazienti con celiachia è ancora in attesa della diagnosi: si tratta di circa 436.000 italiani, di cui 136.000 sono uomini, ma addirittura 284.000 donne. Soprattutto le donne poiché la celiachia non di rado si manifesta nel sesso femminile con sintomi atipici, non hanno neppure il sospetto di non tollerare il glutine. La sterilità senza altra causa, l’endometriosi, un menarca tardivo o una menopausa precoce, le alterazioni del ciclo e l’amenorrea sono tutti disturbi frequenti nelle donne celiache non diagnosticate, così come l’anemia da carenza di ferro che si manifesta in circa una celiaca su due. Una celiachia non riconosciuta, inoltre, aumenta il rischio di problemi in gravidanza come aborti ripetuti, ritardo di crescita intrauterino, prematurità, basso peso alla nascita, taglio cesareo. In presenza di queste condizioni è opportuno chiedersi se non si soffra di celiachia e quindi sottoporsi alle indagini cliniche per verificarlo, evitando sia l’autodiagnosi sia di intraprendere una dieta gluten-free senza la certezza della diagnosi”.

La guida AIC dedicata alle donne vuole essere uno strumento per “mettere la pulce nell’orecchio” a coloro che soffrono di sintomi atipici ma non sospettano la celiachia: l’obiettivo è facilitare i medici e le donne stesse a individuare la possibilità di una celiachia anche in assenza dei classici sintomi gastrointestinali. Elisabetta Tosi, Presidente dell’Associazione Italiana Celiachia, aggiunge: “Il nostro obiettivo è far emergere l’iceberg sommerso di pazienti che non tollerano il glutine, perché una volta avuta una diagnosi certa si può stare finalmente meglio: una dieta senza glutine basta quasi sempre a determinare la remissione di tutti i sintomi e permette alla donna di tornare a una normale vita riproduttiva, familiare, sociale e lavorativa. La guida, inoltre, offre consigli anche per chi scopre di essere celiaca affrontando la donazione del sangue da cordone ombelicale, un gesto di generosità che anche le pazienti possono fare con pochi piccoli accorgimenti, e come gestire lo svezzamento del proprio bambino”.

Fondamentale resta l’avvertimento a non mettersi mai a dieta senza diagnosi. Purtroppo sempre più sono oggi le persone che credono di trarre benefici da una dieta di esclusione, spesso a causa dell’effetto placebo. L’AIC invita chiunque abbia un sospetto di intolleranza al glutine a rivolgersi ad un medico per la prescrizione degli specifici esami: mettersi a dieta senza glutine prima di averli svolti, infatti, preclude da qualsiasi accertamento e mette a repentaglio la corretta aderenza alla terapia e quindi la salute del paziente.

Per scaricare la guida visita questo link.

A proposito di mala informazione…

gaia1Sono in vena polemica, lo so. Ma proprio non mi capacito di come gli operatori dell’alimentare non siano informati sulla celiachia. Capisco che sia una “malattia” fino a qualche anno fa poco diffusa ed è ovvio che chi non ci ha a che fare, chi non ce l’ha in famiglia ne sappia ben poco. D’altronde manco io ne so niente dell’ernia iatale. Però per quanto mi riguarda è intollerabile che chi lavora in ambito alimentare abbia delle lacune su questo fronte.

E arrivo al più recente episodio che mi è capitato. Invitati per un caffè a casa di amici, considerando il clima un po’ rigido, abbandoniamo la gelateria gluten free che tanto ci piace per andare in cerca di una pasticceria. Quella di cui ci avevano tanto parlato è chiusa e nella sezione del sito AIC dedicata all’Alimentazione Fuori Casa non ci sono altri indirizzi vicini. Quindi cerco più banalmente in internet una pasticceria senza glutine in Brianza. Esce questo nominativo, guardo il sito ed effettivamente parla di prodotti per celiaci. Telefono e mi confermano la cosa. Quindi prendiamo la macchina e andiamo.

Entriamo nel locale con tutte le riserve del caso: non è sul sito AIC, non ha esposto alcun identificativo dell’Associazione… e non vedo comparti separati dove eventualmente tenere prodotti per celiaci. Ma magari li hanno sul retro, come con la gelateria di cui sopra che ha dei “barilotti” dedicati ai clienti celiaci e che non sono esposti in vetrina. Chiedo quindi quali sono i prodotti senza glutine che hanno a disposizione. Mi viene mostrato del croccante esposto sul ripiano più alto ma non coperto, quindi qualsiasi prodotto glutinoso che ci è passato sopra ha rischiato di contaminarlo. E poi – ciliegina sulla torta – un singolo pasticcino nel mezzo di un vassoio pieno di altri pasticcini con glutine. Al che i miei dubbi iniziano ad essere quasi certezze. Il pasticcere mi indica delle mousse di frutta dicendo che essendo frutta garantisce che non c’è glutine nella preparazione. Voglio proprio levarmi ogni dubbio e faccio qualche domandina mirata.

“Le mousse le ha preparate lei?”
“Sì, certo. Qui dietro”
“Sì ma usando la stessa strumentazione che usa per gli altri prodotti con glutine e nello stesso ambiente? Sa la celiaca è mia figlia di 21 mesi e vorrei capire come gestite le contaminazioni”
“No no, nelle mousse il glutine non c’è. Ma la bambina è allergica?”
“No! Non è allergica! È celiaca!”
“Sì ok ma va in shock anafilattico?”
“….no, un celiaco non va in shock anafilattico…. Vabbè dai, prendo pasticcini per noi e basta”

Nessuno è tenuto a saperlo. Ma chi lavora nel settore sì. Un celiaco non è un allergico. Sono due cose diverse e portano a reazioni diverse. Un celiaco non va in shock anafilattico. A un celiaco si atrofizzano i villi dell’intestino. Dare del glutine a un celiaco, come ha detto la gastroenterologa, equivale a dargli veleno per topi. Lo daresti a tuo figlio? Anche una volta ogni tanto? Gli daresti un pasticcino che è vicino a del veleno per topi? Non è pensabile che una persona che lavora nell’alimentare non sappia queste cose. Mi auguro che le nuove generazioni di cuochi, pasticceri, panettieri e quant’altro siano obbligate nel loro percorso formativo ad apprendere nozioni quantomeno base su queste nuove patologie… che poi nuove non sono. Semplicemente sono più diffuse e meglio conosciute. Almeno, da qualcuno…

Di (mala)informazione, codici celiachia e sovvenzioni sanitarie

backQuattro mesi senza glutine e qui si vive un’altra vita! I miglioramenti sono continui e Gaia ora è proprio come mi immaginavo fosse una bimba di venti mesi. Gioiosa, simpatica, attiva… un po’ capricciosa com’è giusto che sia. Ma fondamentalmente buona e brava. E noi siamo sempre meglio organizzati. Per cui non si rinuncia ad aperitivi o uscite, con qualche accortezza si riesce a far tutto. Anzi a voler esser sinceri siamo più “mondani” ora di prima, quando a ogni passo Gaia frignava ed era insofferente e quindi si preferiva la tranquillità di casa. In tutto questo bel quadro quello che stona è la mala-informazione, con la quale temo che Gaia si dovrà interfacciare a vita. Non parlo di figure professionali (in fondo lei non va ancora all’asilo, mi porrò il problema a tempo debito). Non parlo nemmeno di amici o conoscenti (che si prodigano in mille modi se c’è lei per non farle mancare pizzette o pasticcini idonei). Parlo piuttosto di personale sanitario, di chi dovrebbe in primis dare informazioni alle famiglie di celiaci. Fortunatamente l’AIC fa fronte a ogni esigenza con ogni tipo di supporto, quindi la nostra “fonte di conoscenza” c’è ed è attenta ai massimi livelli. Quando però si toccano temi economici, allora per forza di cose ci si deve rivolgere al servizio sanitario nazionale. E lì aiutati che Dio t’aiuta!

La celiachia in quanto malattia rara (nonostante non sia più propriamente così) dà accesso a tutti i diagnosticati a esenzioni per esami specifici e a un budget mensile in misura variabile a seconda di sesso ed età caricato direttamente sulla tessera sanitaria del celiaco. Ogni mese la rimanenza si azzera e il “conto” si rinnova. I buoni sono spendibili per l’acquisto di alimenti senza glutine. ESCLUSIVAMENTE presso farmacie o negozi gluten-free! Questo è quello che accade oggi. O, almeno, quello che accade nel mio Comune, nelle mie quattro mura… Quello insomma che ho sperimentato sulla mia pelle (e sul mio portafoglio!). Andando con ordine: vado al mio supermercato e in cassa parlo di questo budget, mi rimandano a un altro punto vendita della stessa catena dicendo che lì il budget è spendibile. Chiamo il punto vendita e mi confermano la cosa. Evviva! Vado, faccio una spesa che manco fossi via da casa da due mesi, arrivo in cassa, inserisco – per l’importo detraibile – la tessera sanitaria… e mi chiedono il PIN. Il PIN? Non ce l’ho, quindi pago tutta la fornitura per un esercito che mi son caricata nel carrello. Vado dunque alla ASL per recuperare il PIN e mi dicono che in realtà il servizio di pagamento nei supermercati è ancora in via sperimentale… cioè, ma cosa devi sperimentare? O lo attivi o non lo attivi! E mi dicono pure che al momento sono stati selezionati 3 o 4 cittadini e solo loro (fortunelli) hanno diritto al servizio proprio perché sotto osservazione come tester.

Fatto sta che con il mio bel PIN esco dalla ASL e richiamo il supermercato spiegando quello che mi è stato detto. Dall’altra parte del telefono sento sghignazzare e un “scusi eh, ma fino a ieri qui passavamo tessere sanitarie e a meno che i 3 o 4 fortunati vincitori del test vengano spesso a far la spesa, a noi il servizio funziona per tutti”. Allora ci riprovo. Attendo il mese seguente per avere a disposizione il nuovo budget e torno in supermercato. Ancora spesa per un battaglione, passo tutto alla cassiera, inserisco la tessera sanitaria nel lettore e il PIN…. Dita incrociate… Suspance del lettore che mi invita ad attendere… NON FUNZIONA! Ci risiamo. Esco e chiamo il numero verde di Regione Lombardia. Dopo mille attese arrivo a una risposta che tutto sommato ha anche una logica: il servizio per quanto riguarda la grande distribuzione è attivato in alcune province e pian piano si sta estendendo all’intero territorio regionale. I risiedenti in quelle province stanno (con calma) ricevendo un cosiddetto CODICE CELIACHIA per posta che non corrisponde al PIN e che servirà per i pagamenti in quei circuiti. Evidentemente il mio Comune non è ancora stato raggiunto da questa comunicazione che mi assicurano arriverà a tutti i risiedenti in Lombardia (o nelle province interessate) entro la fine dell’anno. Nel frattempo posso rivolgermi ESCLUSIVAMENTE a farmacie e negozi specializzati.

Vado allora nel solito negozio gluten-free dove mi sono rifornita a luglio, unico mese in cui ho usufruito del budget finora. Ma ormai ho consapevolezza di poter acquistare gli stessi prodotti in un supermercato e non posso fare a meno di fare paragoni. QUANTO MAI!!! Al supermercato con il budget a disposizione (salvo poi non averlo potuto sfruttare) ho riempito 3 borse. Qui in negozio me ne riempiono 1 e sforo di 20 centesimi. Ho comprato 3 confezioni di biscotti, 3 di cracker, 2 di ravioli, 2 di bocconcini impanati con mozzarella e prosciutto. Le confezioni di bocconcini costano 6,20 euro l’una (e in ciascuna ci sono due bocconcini che tra l’altro sono immangiabili). Posso anche pensare sia troppo (sfido chiunque a pensarla diversamente) ma quei prodotti al supermercato non li ho visti. I biscotti però sì. E al supermercato li avrei pagati 1,99 euro a confezione. Qui (gli stessi identici) li pago 5,50 euro. Non so, a me pare proprio che qualcuno si stia approfittando della situazione comportandosi da vero ladro. E che non mi senta dire “già hai una sovvenzione, di che ti lamenti” perché non ho proprio nulla da ridire su questo aiuto che, se anche minimo, è di certo prezioso. Per quanto mi riguarda potrebbero anche decidere di levarlo, se la celiachia davvero non dovesse più rientrare nelle malattie rare. Ma a quel punto si renderebbe davvero necessario un monitoraggio dell’atteggiamento dei rivenditori e soprattutto sarebbe d’obbligo pretendere un allineamento di costo tra alimenti aglutinati e con glutine. Nel frattempo, attendo con ansia il momento in cui potrò sfruttare il budget al supermercato. Poi magari ogni tanto ripasserò davanti al negozio per vedere se è ancora in attività. Perché, per la cronaca, i 20 centesimi in eccedenza al budget glieli ho dovuti dare…

Un boccone amaro… ma neanche troppo

bavaglia“Il calo ponderale in un solo mese è drammatico e il decorso della malattia è drastico”. Silenzio. E io ho dovuto ricordare ai polmoni di prendere aria… Fatico a spiegare come mi sono sentita quando la gastroenterologa ha espresso con tutto il suo tatto questo giudizio su Gaia, che è finita da lei dopo degli esami del sangue poco rassicuranti e un mese pessimo dal punto di vista salutare.

Al compimento del suo primo anno di età, considerando il peggioramento del suo atteggiamento di notte (a volte stava sveglia anche per 2 o 3 ore piangendo per la maggior parte del tempo), la pediatra vuole indagare su possibili intolleranze alimentari. Gli esiti riferiti alla celiachia non sono per niente chiari. E quindi via con il secondo step: visita da uno specialista. Prenotiamo all’Ospedale dei Bambini Buzzi di Milano. Nel mentre Gaia inizia a far la difficile con il mangiare. Dapprima fatica a ingoiare pochi bocconi al giorno, in seguito inizia a digiunare completamente. Arriviamo al giorno della visita con alle spalle 5 giorni di totale inappetenza. Salvo il latte della colazione, che nei 2 giorni precedenti l’appuntamento non finisce neanche più.

La gastroenterologa ascolta la nostra storia. Dobbiamo raccontarle in 5 minuti 15 mesi di Gaia, spiegandole perché in questo tempo abbiamo cambiato 4 tipi di latte tra sospetto reflusso e sospetta intolleranza. Inserendo nel racconto anche il suo atteggiamento nei confronti del sonno. La pancia gonfia con ernia ombelicale. Il digiuno degli ultimi giorni. Forse le troppe nozioni e la conseguente ovvia confusione l’hanno innervosita. Fatto sta che dopo averla pesata se n’è uscita con la frase in apertura post. Ci ha spiazzato. La sua diagnosi, ancor prima degli esami di accertamento, era quella di celiachia. Ci ha prescritto altre analisi urgenti con ricerca genetica e ci ha caldamente invitato a farli l’indomani senza perdere tempo. Facciamo gli esami il giorno seguente e la sera andiamo dalla pediatra. Che ci consiglia di levare immediatamente il glutine aggiungendo: “non possiamo permetterci di lasciare Gaia a digiuno aspettando gli esiti che arriveranno tra un mese”.

Torniamo a casa, con il morale sotto le scarpe. Per aver pensato che Gaia fosse capricciosa quando in realtà non stava bene. Ma anche per la prospettiva di dover pianificare da qui in avanti qualsiasi uscita, di doverle spiegare che non potrà mangiare gran parte di ciò che vedrà alle feste dei suoi amichetti. Una condizione che è durata forse 3 giorni. Nel mentre pian piano abbiamo iniziato a organizzarci. A levare tutto ciò che conteneva glutine dalla dieta di Gaia ma anche (più o meno) dalla nostra. E in soli 3 giorni abbiamo assistito a un cambiamento indicibile. Gaia ha iniziato a rinascere.

Il suo atteggiamento nei confronti del cibo è rimasto difficile per un po’, a detta della pediatra perché ormai lo associava a qualcosa per lei dannoso. Abbiamo dovuto giocarci un po’, sederci in terra davanti alla televisione con il piatto in mano, provare a mangiare lontano dai canonici orari di pranzo e cena. E pian piano la sua diffidenza è venuta meno e ha ripreso a mangiare con un appetito mai visto.

Quello che però ci ha sconvolto (in senso positivo si intende) è stato il suo pressoché immediato cambiamento a livello di umore e carattere. È diventata in poco tempo solare, vivace, intraprendente. Risponde agli stimoli. È socievole. Mio marito dice che ora “morde la vita” e credo che queste parole rendano al meglio ciò a cui stiamo assistendo.

Per cui quando qualche giorno fa la pediatra mi ha chiamata dicendo “non so come dirglielo, sono arrivati gli esiti di Gaia e confermano ciò che purtroppo sospettavamo”… non ho potuto far altro che dirle che, pur essendo dispiaciuti per lei che dovrà convivere a vita con la celiachia, il gioco vale decisamente la candela. E quando la gastroenterologa alla visita di controllo ha espresso tutto il suo sollievo per l’evidente ripresa in un solo mese “gluten free” ce ne siamo convinti ancora di più!

 

Riflessione del lunedì mattina

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Mia figlia non è una bimba-soprammobile. È argento vivo.

E (non MA, E) è perfetta così. È simpatica, è attenta, è curiosa. In tante cose è già fortemente indipendente. È tante cose e soprattutto è MAGICA perché riempie il cuore e l’anima di chiunque la sa vivere. Il non essere una dormigliona, l’avere un carattere forte richiedono pazienza. Richiedono anche genitori forti e in armonia, che sappiano tener duro quando la stanchezza pare prendere il sopravvento.

Ma di certo non fanno di lei una bimba problematica. Anzi! Fanno di lei una futura donna con le palle. E, come dice una confidente lontana, il mondo ne ha un disperato bisogno!

A lezione da una bimba di un anno

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Non è che sia proprio volato il tempo… ma comunque è passato un anno dall’arrivo di Gaia. Mentre la vedevo gironzolare sorridente e attenta a ogni cosa alla sua prima festa di compleanno, ho pensato che in 12 mesi abbiamo vissuto un’infinità di nuove esperienze ed emozioni. Tutto è conseguente alla sua nascita, tutto viene da lei. La sera quando si è addormentata l’ho guardata a lungo e ho cercato di fare una lista di ciò che lei mi ha inconsapevolmente insegnato. Ed ecco cosa ne è venuto fuori.

 

Gaia, nei suoi 12 mesi di vita, è riuscita a farmi:

– scoprire di avere una gran resistenza al dolore e di essere bravissima (qui la presunzione non c’entra) a fare il mio dovere quando si è trattato di farla nascere

– sentire inadeguata, spesso colpevole, quando da piccola piangeva senza che io ne capissi il motivo e quando ora mi guarda con quegli occhi incazzatissimi perché non faccio ciò che lei vuole

– capire quanto io possa essere insopportabilmente ansiosa quando le cose non vanno esattamente come tutti gli altri giorni. Un difetto che però (diamo a Cesare quel che è di Cesare…) sto controllando sempre meglio ora che ci conosciamo di più

– pentire di non averle dato tanti vizi quando mi sembra poco affettuosa… ma se poi non vuole più addormentarsi da sola dopo due sole volte che mi si addormenta in braccio, mi sa far pentire di aver iniziato a dargliene

– capire che ho un istinto materno sotto la suola delle scarpe. Ci avrò azzeccato due volte… in questo ringrazio il papà che al contrario è un maestro dell’improvvisazione e coglie sempre nel segno

– ricredere sul non aver dato retta a chi diceva che un figlio è un impegno e non è tutto rosa e fiori

– ricredere però anche sul non aver dato retta a chi diceva che un figlio ti riempie la vita

– pensare, le volte che sento il vicino rientrare a notte fonda, che lui ha appena fatto serata e l’ha finita. Io sto facendo nottata ed è ancora luuuunga

– rimpiangere di conseguenza “gli anni delle immense compagnie”, a far tardi al parcheggio o tra un bar e l’altro prima di finire da Svunch per un panino

– rivalutare al contempo (e apprezzare all’inverosimile) le serate “da grandi” trascorse in famiglia, sul divano con mio marito e con la bimba che dorme “di là”

– capire che posso dormire a tranche di due ore ed essere comunque produttiva al lavoro il giorno seguente

– guardare con invidia le case pulite degli altri. Un pensiero va sempre ai bei (???) tempi delle pulizie del sabato mattina

– sentire solidale e vicina alle mamme più sfortunate di me che di tanto in tanto vedo in tv. Mi ha anche fatto capire perché certe notizie, una volta che si è mamma, non le si riesce più ad ascoltare

– aprire gli occhi con il sorriso perché la mia sveglia è una bimba che di prima mattina fa comizi in lingua sconosciuta

– commuovere quando mentre mi fissa negli occhi allunga la mano per darmi una carezza, o quando rientro dal lavoro spalanca la bocca in un sorriso e mi corre incontro a braccia aperte

– tracciare una linea invisibile ma netta tra il necessario e il superfluo. Dopo la sua nascita, le cose e le persone che sono rimaste sono quelle vere. Le altre si sono perse lungo la strada

– riavvicinare un paio di amiche storiche, la vita ci aveva allontanate e Gaia ci ha riunite. Per me la loro è stata e continua a essere una delle dimostrazioni d’affetto più inaspettate …

Mi rendo conto che la lista potrebbe proseguire all’infinito. Riassumendo Gaia, la mia bambina, è decisamente un dono grande. Che mi ha fatto crescere, rivalutare tanti miei atteggiamenti, ritornare sui miei passi in tante occasioni. Credo di averlo già detto e lo ribadisco: le gioie che ci regala ogni giorno superano di gran lunga le difficoltà. E so che “The best has yet to come”… non vedo l’ora!!!

Solidarietà alle mamme con le occhiaie

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Dai, ora che pare tutto passato, lo ammetto. Abbiamo pescato la carta vincente. Come mi ha detto tempo fa un collega, “ogni tot bambini, c’è qualcuno che pesca la carta di quello che non dorme”. E a chi è toccata? Ovvia la risposta. A confermarlo ci sono le mille mamme con cui ho parlato in questi mesi. Visto che il punto debole di Gaia è sempre stato il dormire, dopo la canonica domanda “è bravo/a?” chiedo sempre “e dorme la notte?”. 9 su 10 mi rispondono di sì. Seguono sguardi di compassione e un “buona continuazione”. Quando capita quell’1 su 10 che mi dice di no, l’empatia è immediata e mi ritrovo a parlare con una nuova amica! In questo caso, segue un elenco delle soluzioni sperimentate da entrambe, condite da “ti capisco”, “cresceranno”, “santa pazienza”. E il saluto è solitamente un “in bocca al lupo”.

Premetto che credo che le mamme siano un tantino bugiarde e che non penso esistano bambini-soprammobili che dormono, mangiano, ridono e non piangono mai. Però solitamente e dopo i primi periodi di assestamento (quando comunque in genere un neonato si sveglia per mangiare e SI RIADDORMENTA), un bambino leva il pasto di notte e fa tirare il fiato ai genitori.

Gaia in tutti questi mesi non è che proprio abbia capito come si fa. A parte per la messa a letto, nella quale è sempre stata bravissima visto che ha imparato da subito ad addormentarsi da sola (nelle peggio posizioni, tra l’altro). Siamo passati da notti quasi buone a notti ultra pessime con sveglie ogni 40 minuti. Abbiamo provato ogni soluzione omeopatica in circolazione, dallo stimolatore di melatonina alla camomilla ai granulini contro il nervoso per i denti. Poi, visto che ci rifiutiamo anche solo di prendere in considerazione il metodo nazista Estivill, ce ne siamo fatti una ragione. D’altronde anche la pediatra ci ha detto che a un certo punto “se non dorme, è caratteriale”…

E devo dire che ci si fa l’abitudine a dormire poco e alzarsi per andare al lavoro il giorno dopo. Ce la si fa, senza modestia, con nonchalance e stile. Tanto che se per qualche giorno la bambina prende un ritmo diverso dal solito e ti dà misteriosamente l’opportunità di dormire, manco la riesci a cogliere e continui imperterrita a svegliarti e ad andare a controllarla. Il problema dunque è ora la mamma. Che ha chiesto a Babbo Natale qualche notte coi fiocchi ed è stata ascoltata. Quindi dovrebbe godersi il suo regalo… ma è malfidente e conosce i suoi polli. Lo sa che con questo post si è tirata la zappa sui piedi e Gaia-dispettosa tornerà a colpire!

Natale sta arrivando…

…e sarà il primo con in casa una dolce bambolina. Che cresce a dismisura e giorno dopo giorno, al solo guardarla in faccia, ricorda quanto il tempo passi inesorabile. Ora che sta diventando grande, tutto è decisamente più godereccio. Il tempo passato con lei è sempre più divertente. Ma anche stancante, visto quanto ci fa scorrazzare! Ad ogni modo mentre penso (non senza un pizzico di timore) al giorno apparentemente non troppo lontano in cui sarà in grado di camminare da sola, di raggiungere i suoi giochi senza dovercela portare vicino, di parlare e dire (finalmente) cosa le serve senza farci andare per tentativi… bisognerà pur pensare a qualche regalino per questo Natale ormai alle porte. Quindi come già lo scorso anno ho raccolto alcune idee, per più o meno tutte le tasche, nei post seguenti. Magari tornano utili…

Terre di Mezzo – Strenne di Natale

Aiuta con Pic

Du pareil au meme – Christmas Apparel

Il gufo – Natale con stile

Tek – Christmas Gift

O mia cara omeopatia…

Gaia è una bimba stra-vivace. Il che spesso si traduce in “non dorme la notte”. La pediatra credo sia sul punto di bloccare il mio numero… ma forse mossa da compassione continua a rispondere alle mie chiamate. E a volte a visitare la bimba per escludere che non dorma per qualche malanno. Pare che il problema dentizione vada per la maggiore ultimamente. A suo dire deve avere le gengive forti, visto che tutti i denti sono lì-lì ma non si decidono a spuntare. Ad ogni modo, per alleviare un po’ il suo fastidio (e anche il mio) ci ha prescritto l’ennesima soluzione omeopatica. Premetto che non mi piacciono le medicine, per cui accetto di buon grado ogni sua proposta alternativa. Certo, con tutto lo scetticismo del mondo sul suo funzionamento. E invece questa volta mi devo ricredere! Per il problema dentini, ma anche per le orecchie infiammate o per tranquillizzarla se eccessivamente agitata, mi ha consigliato la supposta Viburcol. UNA BOMBA! Lei si calma e noi si dorme un po’ di più…

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addirittura ci ha aiutato a far rientrare un’(ennesima)emergenza otite senza la necessità di ricorrere a farmaci. Ovviamente non è una bacchetta magica e il suo effetto dura un po’ pochino (per i miei gusti). Ma come alternativa alla Tachipirina funziona benissimo (almeno su Gaia) ed è una dimostrazione di come l’omeopatia non sia sempre sinonimo di soluzione blanda e inefficace. Per cui via allo shopping in farmacia! Mica di rimanere senza…

Il valore di due sillabe (in un post piagnoso)

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Quante lacrime ho versato in 9 mesi! Lacrime di stanchezza e sconforto durante il travaglio. Lacrime di una gioia infinita quando ti ho guardata per la prima volta. Lacrime di condivisione quando subito dopo ho visto mia mamma e mi sono sentita compresa nel mio sforzo. Lacrime di ansia e frustrazione quando invece non capivo di cosa avevi bisogno se mi guardavi piangendo. Poi ci siamo conosciute. E allora basta lacrime, solo sorrisi. Fino a qualche giorno fa, quando all’improvviso te ne sei uscita con il tuo primo “mam-mmmma”. Non c’è stato più nient’altro. C’eri solo tu con i tuoi occhioni che per la prima volta cercavi ME. Mai avrei pensato di potermi commuovere davanti alla pronuncia sbagliata di una parola che io stessa ho detto infinite volte. E invece, come al solito, sei riuscita a sorprendermi. Tu, così piccola eppure così straordinaria da spiazzare me e papà ogni giorno con i tuoi continui passi avanti. Tu, così indifesa eppure così grande da essere il collante della famiglia. Tu, l’amore in tutta la sua essenza.

E io che mi credevo multitasking…

Devo ammetterlo, avevo sottovalutato tutto (o quasi). E se pensavo di aver poco tempo prima per aggiornare costantemente questo blog (che nelle mie intenzioni doveva nascere e crescere insieme a Gaia)… figuriamoci ora! Il risultato è un’assenza prolungata che davvero non avevo messo in conto. Teoricamente da un paio di mesi tutto è tornato alla normalità. E per normalità intendo l’aver ripreso a lavorare. Perché al di là di quello, questo concetto ha assunto nuove sfumature con l’arrivo di Gaia. Normale oggi è non aver tempo di pulire la casa, di stirarsi i capelli, di truccarsi. Non sapere più cosa significhi la parola “tacchi” o “vestitini” o “braccialetti”. Non avere in mente nessun pensiero che non sia correlato a lei. Non riuscire a star seduti a cena per tre portate. Pensare in anticipo quando andare a far la spesa o quando fare la doccia. E (credo che ogni mamma lo sappia bene) si potrebbe andare avanti per ore. Questo un po’ giustifica la mia latitanza su Ohimama. Premetto che non ho intenzione di venir meno ai miei impegni, ma ho capito che due “creature” contemporaneamente sono difficili da gestire. Se però una, nonostante l’impegno fisico e mentale che richiede, ha anche la capacità di interagire, parlottare e soprattutto sorridermi e amarmi nonostante i difetti che ho… scusate ma preferisco lei 🙂

E si riprende..

maniSono già passati 5 mesi dall’inizio di questa mia prima maternità e la mia vita è cambiata a dismisura (il mio trascurare questo blog è certamente emblematico). Dopo i primi tempi duri-durissimi, ne sono venuti altri ben più piacevoli. E proprio adesso che tutto pareva più gestibile, che svegliarsi la mattina presto era più sopportabile, che inventarsi di ogni per tirar sera con una bimba vivace e curiosa era persino divertente… si riprende a lavorare. Il ritmo che con difficoltà avevo conquistato è stato messo a dura prova. Ma sono sincera, lo sconforto dei primi giorni è già passato. Al suo posto c’è tanto entusiasmo, tanta voglia di fare e anche un pizzico di soddisfazione per l’essere riuscita a organizzare tutto (certo, senza l’aiuto delle nonne sarebbe tutta un’altra storia…). Io e la tata ci vediamo sicuramente di meno. Ma il tempo che abbiamo ha una qualità maggiore e riesce a far dimenticare le corse quotidiane per rispettare le scadenze lavorative. Il cervello e le dita sulla tastiera viaggiano tutto il giorno… Poi arrivi da lei e ti accoglie con un sorriso senza denti che ti scioglie. E continua a sorridere fino a sera, perché poco dopo vede il suo papà. Poi vede il bagnetto, poi il biberon… ed è quindi una gioia dietro l’altra per lei, che ci mette così poco a essere felice. E a rendere felici tutti noi. Domani ci si alza ancora prestissimo… ma stasera si va a letto con nella mente i suoi occhi gioiosi che si addormentano.

Attaccamento alla maglia.. di papà

stellinaQuesto post proprio non potevo evitarlo, capita davvero a fagiolo. A tre mesi Gaia ha già uno scudetto all’attivo (due se consideriamo quello vinto quando lei era ancora in pancia). Sia chiaro, il tifoso di casa è mio marito. Io sono solo una simpatizzante che intende evitare faide famigliari. Gaia comunque sta crescendo in un ambiente ben poco neutrale, tra la maglia n°10 autografata appesa in sala e il body regalato dallo zio che indossa nella foto qui a fianco. Fortunatamente (per la sottoscritta) lei è ancora troppo piccola per unirsi a suo papà in cori e resta indifferente… tant’è che ha festeggiato lo scudetto dormendo quasi tutto il giorno. E allora perché questo post? Perché tutto sommato la cucciola un attaccamento lo dimostra. Proprio in questi giorni infatti inizia ad afferrare gli oggetti. Stufa di mangiarsi le mani, inizia a portarsi alla bocca tutto ciò che le capita a tiro. Prima passa qualche minuto a capire come far presa, poi con qualche esitazione apre la boccuccia e via inizia l’esplorazione. Quello che di più le piace “assaggiare” è senza dubbio il guardaroba di suo papà. Sarà il profumo dei vestiti o forse l’odore della sua pelle. Fatto sta che quando finisce tra le sue braccia si rilassa quasi sempre all’istante. Gaia è una bimba vivace e curiosa. In braccio sta solo fronte mondo per studiare ciò che le sta intorno. Ma con il suo papà diventa una scimmietta: seduta sul suo avambraccio, afferra con una manina la catenina. Poi nasconde il musino sotto il bicipite e inizia indisturbata a “mangiare” le maniche di maglie e maglioni. Dal braccio spuntano solo quei due occhioni blu vispi e furbi che paiono dire “non sono stata io a sbausciare i vestiti di papà”. Ci sorrido e penso che può fare quello che vuole. Ogni volta che mi guarda, mi ruba il cuore…

Un Pizzico di protagonismo

I primi attimi di vita di upizzicon bambino sono scolpiti negli occhi dei suoi genitori. E, nonostante il passare delle ore e dei giorni, restano sempre freschi come fossero appena trascorsi. Ciò non toglie che sia comunque bello immortalarli in qualche immagine. Se poi questa immagine è scattata da un professionista, sarà più probabile che guardandola si rievochino esattamente le sensazioni di quel preciso momento. Nell’ospedale dove ho partorito viene offerto alle neomamme un servizio fotografico di tutto rispetto. La società che se ne occupa si chiama Pizzico ed è specializzata nella realizzazione di fotografie semplici ma efficaci (la stessa società si occupa anche della realizzazione di servizi fotografici per battesimi o matrimoni). Durante la degenza una responsabile visita le mamme e realizza qualche scatto. Le parole d’ordine sono velocità e riguardo nei confronti del piccolo, che non viene assolutamente infastidito da luci o strumentazioni particolari. Al centro dell’attenzione sono i primi momenti di intimità tra la mamma e il bimbo, tra cui il primo bagnetto. Io e Gaia siamo state tra le protagoniste di questo servizio. Che poi può essere acquistato o meno dai genitori. Ovviamente, una volta ricevuti nella casella di posta i provini, non ho potuto evitare di ordinare qualche stampa di quei momenti. Così semplici e al contempo carichi d’amore. Così magici e limpidi, come solo l’amore di mamma sa essere.

http://www.pizzico.biz/

Se prima eravamo in due a ballare l’hully gully…

Rieccomi dopo quasi due mfioccoesi di latitanza. Due mesi in cui la nostra vita è cambiata per sempre. Il 22 gennaio come un uragano è arrivata Gaia e ha sconvolto tutto un equilibrio conquistato in anni di relazione. Con i suoi pianti, le sue esigenze e soprattutto i suoi ritmi. Ma anche con i suoi sorrisi, i suoi occhioni blu e quei movimenti involontari che però somigliano tanto a carezze. Gaia è la nostra incognita, l’elemento imprevedibile della famiglia. Ma incredibilmente la grande stanchezza e i momenti difficili dei primi tempi svaniscono immediatamente solo a pensare all’amore e alla gioia che un esserino tanto piccolo sa regalare. Oggi, superata la dura e famosa “quarantina” tanto decantata dai nonni, siamo vicini a un nuovo equilibrio. Mi chiedo come sarebbe non averla in braccio mentre scrivo. E davvero non c’è risposta.

Due modelle.. in una!

pancia

Qualche giorno fa una mia cara amica, nonché promettente fotografa, mi ha proposto di posare per qualche scatto con il pancione. Il primo servizio fotografico dedicato a mia figlia… come potevo rifiutare? Tra una risata, un cambio di luci e un “proviamo con questo” se n’è andato un intero pomeriggio. Lei, che si chiama Martina Santimone e che potete contattare tramite Facebook a questo link o a questo, si è presentata con tutta la sua attrezzatura e un sacco di idee. Piazzata la luce e studiato qualche cambio d’abito (se i capi d’intimo si possono definire abiti…) abbiamo iniziato a giocare e sperimentare. Abbiamo persino rubato qualche accessorio all’abito da sposa. Tutto si è svolto in un’atmosfera divertente e naturale, visto che Martina è più da scatti rubati che da foto in posa. Il risultato, per quanto mi riguarda, è bellissimo. Le immagini sono tanto delicate da saper rendere il pancione il vero protagonista “del set”. Ma forse è un giudizio di parte… quindi ecco qui a fianco una delle foto che preferisco. A voi l’ultima parola.

 

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Anno nuovo, vita nuova.. per davvero!

panciaUltime ore di questo 2012 carico di sorprese. La più grande è sicuramente quella che ancora per poco occupa la mia pancia. Ormai mancano pochi giorni al grande debutto della piccola nel mondo! La cameretta è arredata e già piena di regalini (inutile dire che a Natale la protagonista è stata lei), i nonni e gli zii sono pronti a fare il conto alla rovescia, il papà ha già messo in frigo lo spumante… e la mamma? La mamma è un po’ in ansia per il parto. Non tanto per il dolore, quanto per l’incognita legata a un’esperienza tanto forte e memorabile. Abituata come sono a programmare tutto nei minimi dettagli, questa avventura mi spiazza. Insomma “ho studiato bene”, sulla carta sono pronta… ma credo che comunque, quando arriverà, il momento fatidico mi coglierà impreparata. Per fortuna posso contare sull’altra metà di questa squadra vincente, un marito esperto in improvvisazione! Mi affiderò a lui che è già pronto, cronometro alla mano, a calcolare contrazioni e tempi di pausa. A parte un po’ di comprensibile apprensione, il sentimento più forte che lega tutta la famiglia è la curiosità. Una curiosità quasi palpabile. Si susseguono senza fine domande su come sarà la bimba, su come saranno la sua voce e il suo profumo, su come ci sentiremo la prima volta che ci guarderà… ancora qualche giorno e finalmente per ognuna di esse ci sarà una risposta!

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Chiuso il concorso di Ohi Mama e Coccolandia

Si è concluso il concorso indetto da Coccolandia al quale ha collaborato anche il blog Ohi Mama. Per partecipare era sufficiente inviare alla pagina Facebook del brand una foto rappresentativa del Natale in casa propria. Insieme allo staff Coccolandia, abbiamo scelto la migliore decorazione natalizia tra quelle candidate. La vincitrice del contest è Debora Caggiano, mamma di Sara e Simone nonché titolare del laboratorio Dimensione Arte che realizza a mano oggettistica di ogni genere. Debora si aggiudica un set di prodotti Coccolandia per la scuola. A questo link potete visionare tutte le foto candidate. Qui sotto invece la foto vincitrice del concorso. Al quale, ve lo anticipo, ne seguiranno sicuramente altri.

presepe

 

Un concorso firmato Ohi Mama e Coccolandia

Come vi avevo anticipato, ecco per voi un concorso che coinvolge direttamente me e il mio blog. L’iniziativa è indetta da Coccolandia, un marchio di proprietà dell’azienda Ago e Filo srl che produce e distribuisce prodotti di cartoleria per la scuola. Il brand è pensato per bambine dai 3 ai 10 anni ed è caratterizzato da diversi personaggi che abitano un mondo incantato, rappresentato nelle grafiche dei prodotti Coccolandia. Leggete nel flyer qui sotto come partecipare al concorso. Vi aspettiamo su Facebook alla pagina di Gli Amici di Coccolandia!

Contest Coccolandia

Qualche idea per il Natale

Nella mia zona, l’Immacolata Concezione è attesa con ansia. In questa giornata infatti ci si dedica agli addobbi natalizi. E casa mia non fa differenza. Così, con un cd di canti natalizi come sottofondo e un paesaggio imbiancato di fresco fuori, ho rispolverato presepe, albero, luci e decorazioni varie. Essì, il Natale sta proprio arrivando. E non posso fare a meno di pensare che tra un anno tutti gli addobbi di questa casa avranno un ammiratore in più… Per chi questo ammiratore ce l’ha già in casa, è in arrivo a giorni un progetto firmato Coccolandia con il quale sono felice di collaborare. Al momento invece ho pubblicato una serie di post dedicati a un Natale su misura di bambino. Eccovi dunque qualche idea per regali utili per bimbi e mamme. Anche per quelli più sfortunati, con lodevoli iniziative benefiche da importanti attori del mondo bimbo. Buona lettura!

Un concorso per il Natale – Acqua Panna

Un augurio che fa la differenza – Aiuta con PiC

Christmas Edition – Chicco di Felicità

Collezione Fehn, Grandi Classici e Borse – Brevi

Per un Natale a misura di bambino – Tigex

 

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Due mesi all’alba

Da un paio di giorni siamo ufficialmente entrati nell’8° mese. Un traguardo che ho festeggiato con una bellissima uscita fotografica a chiusura del corso del quale vi avevo accennato (per la presentazione leggi anche qui). Insomma, la fine si avvicina a passi da gigante e alla stessa velocità pare crescere la bimba. Che proprio di stare ferma sembra non volerne sapere! Ma d’altronde come darle torto, è ancora costretta a stare seduta ore alla scrivania dell’ufficio. Così quando si stanca inizia ad agitarsi ed è sufficiente alzarsi per fare due passi per farla calmare. Almeno per la mezz’oretta seguente. In linea di massima, comunque, mi ritrovo la pancia perennemente deformata e dolorante… ma so che saranno sensazioni che mi mancheranno e, per quanto possano stancare o far male, continuano a farmi sorridere. E a farmi pensare che davvero c’è solo qualche strato di pelle a separarmi da lei.

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A capofitto verso la fine

“Bene arrivate al terzo e ultimo trimestre”. Esordisce così il nuovo capitolo del libro “Che cosa aspettarsi quando si aspetta” che mi sta accompagnando in questo percorso. Siamo infatti all’inizio del 7° mese. D’ora in poi tutto può succedere e ovviamente i sentimenti si mescolano sempre più. Continuo a essere combattuta tra la paura che il parto mi trovi impreparata e la curiosità di conoscere la bimba che passa la giornata a tirare calci e a deformare la mia pancia. Di sicuro è il caso di iniziare a recuperare – più o meno serenamente – tutto ciò che serve per l’ospedale. E quindi sto raccogliendo consigli e suggerimenti da neomamme, così come le nonne stanno interpellando neononne. Insomma, tutti sono pronti a entrare in azione. Noi intanto abbiamo iniziato il corso preparto. Insieme ad altre 40 coppie… l’inizio del 2013 pare proprio che sarà ricco di fiocchi alle porte. Rosa o azzurri, in qualsiasi caso addobberanno l’uscio di case piene di gioia.

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Piccole pesti crescono

Settimana dopo settimana, prosegue a passi da gigante questa straordinaria esperienza. Stiamo attraversando il sesto mese e si avvicina l’inizio del corso preparto. La fine, lo so, è ancora lontana ma inizia quantomeno a intravedersi. Questo fa crescere ansia e senso di inadeguatezza. Ma d’altronde non c’è rimedio. Per quanto uno “studi”, rimane impreparato ad affrontare un miracolo simile. Però sono fiduciosa, la squadra di cui faccio parte è grande e forte e impareremo a gestire le redini di questa avventura. Che per ora sto gustando momento per momento e che mi rende a volte impaziente di conoscere ciò che mi aspetta. Intanto la peste cresce e non perde occasione di farsi sentire. A volte dolorosamente, a volte quasi impercettibilmente. Ma a ogni suo movimento segue un mio sorriso. Ed è un continuo innamorarsi di lei come di mio marito… Sento lei e penso a te che me l’hai regalata.

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Come un pesciolino

Come accennato nel mio ultimo post, mi sono data al nuoto. A quello specifico per gestanti, si intende. Mi sono iscritta seguendo il consiglio di una zia che l’aveva fatto anni fa, mentre era in attesa della mia cuginetta. Seguo un corso gestito dall’associazione Mammole, una vera e propria rete al servizio del mondo della gravidanza sotto più punti di vista (leggi anche qui). La competenza e l’esperienza sono sicuramente il punto forte di questa realtà, con la quale personalmente mi sto trovando benissimo. Le lezioni si svolgono nella piscina di Barzanò (LC) e sono frequentabili da chiunque abbia superato la 12ª settimana. Sono previste alcune vasche di nuoto per il riscaldamento, esercizi di consapevolezza corporea e di rilassamento. Il tutto per prevenire i classici disagi della gravidanza quali sciatalgie, sovrappeso e problemi legati alla circolazione. Importanti, per quanto mi riguarda, sono soprattutto gli esercizi di apnea per imparare a gestire la respirazione durante il parto (sempre ammesso che in quel momento si sia abbastanza lucide da ricordarsi come fare). Insomma consiglio questo corso a tutte le mamme in ascolto. E a quanto pare non piace solo a me visto che quando arrivo a fondo vasca la bimba inizia a scalciare. Pare quasi voglia dire “allora, si riparte?”. Posso forse non assecondarla?

http://www.mammole.it/

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Fazzoletti a gogo

E meno male che gli scompensi ormonali dovrebbero diminuire dopo il primo trimestre! All’alba del sesto mese sono ancora alle prese con un’emotività ai limiti del comprensibile (oltre che con un’influenza che non fa altro che aumentare la scorta di fazzoletti in borsa). Certo, le mie giornate non sono un susseguirsi incessante di umori. Non sono triste un secondo prima di gioire e non credo di essere diventata nevrotica e intrattabile (o almeno non più di quanto già non lo fossi prima). Però devo fare i conti con una forte sensibilità. Mi commuovo per qualsiasi cosa: dalla scoperta dell’imminente paternità di un vecchio conoscente perso di vista da anni a un programma in tv, dai vestiti premaman prestati da una carissima amica a un movimento della bimba nella notte tanto forte da svegliarmi. Ma a parte questa “lacrima facile” sto decisamente bene. Tanto bene da non crederci quando mi sento dire che ora della fine sarò stanca della pancia. Al momento ne sono quasi innamorata. È viva e con un suo carattere ma non pesa, non mi limita e anzi mi tiene compagnia nei tanti impegni quotidiani. Faccio tutto quello che facevo prima e anche di più. Leggi un corso di nuoto e uno di fotografia (ne parlerò a breve quando avrò un po’ più di materiale per commentarli). Insomma vedendo come sto adesso, se penso al mondo in cui verremo di colpo catapultati nel momento in cui nascerà, non mi dispiacerebbe fermare il tempo a questo momento. Però forse non è vero. Forse è troppa la voglia di conoscerla.

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Giro di boa

Eccoci all’esatta metà di questa fantastica esperienza. Stiamo attraversando la 21° settimana e tutto procede per il meglio. All’ultima ecografia abbiamo scoperto che molto probabilmente avremo una bimba. E anche che ha un bel caratterino, visto che si è nascosta in tutti i modi e che per la prima volta è stata ferma tutto pomeriggio. Si muove di continuo, anche ora mentre scrivo… ma quando serve, resta immobile e si fa desiderare. Le dottoresse che l’hanno vista le danno già della birbantella. A me invece sembra un amore!

A giorni tornerò online con una news dal mondo bimbo: un prodotto firmato Tigex già inserito nella mia lista di accessori da acquistare! Non perdetevelo!

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Questa voce è stata pubblicata il 12/09/2012, in My Wall.

Bentornati!

Rieccomi dopo qualche tempo di latitanza. Abbiamo deciso di sfruttare quest’ultima estate in due per una vacanza da sposini, lontani da tecnologia e connessioni wireless. Tornati alla realtà, siamo pronti per affrontare un altro anno lavorativo e soprattutto per organizzare le nostre vite in vista del bimbo che arriverà. Tutto ormai ci parla di lui… o lei. A partire dalla pancia che cresce inesorabilmente fino ad arrivare ai primi colpetti che abbiamo iniziato a sentire pochi giorni fa. Dopo qualche dubbio, ci siamo convinti: sono proprio i suoi movimenti! Che emozione! È davvero l’ora di iniziare a definire le prime cose. L’arredamento della sua cameretta. Ma anche i vestiti premaman, considerando che quelli che ho in armadio faticano ad adattarsi. E per la prima volta pensare a una taglia in più suona dolcissimo!

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Questa voce è stata pubblicata il 01/09/2012, in My Wall.

Diario di bordo: 16° settimana

Siamo al termine della 16° settimana e tutto procede a meraviglia. A parte un inseparabile mal di schiena, che ben si accompagna alla nausea mattutina (evidentemente faccio parte di quel risicato gruppo di persone per le quali lo scoccare del quarto mese non si porta via i sintomi del primo trimestre). Siamo comunque proiettati nella seconda fase di questa gravidanza. Quella nella quale si mettono su chili e il corpo cambia rapidamente forma. Con essa cambiano, almeno per me, gli umori e le sensazioni. Se da una parte mi ritrovo a dispiacermi per l’ago della bilancia, dall’altra mi innamoro ogni giorno di più della mia pancia. Ormai è evidente che la famiglia si è allargata ed è davvero una gioia continua. Basta il solo pensiero per sorridere e dare un senso a tutto. Sì, decisamente del peso in aumento non mi interessa più di tanto. Vedere e toccare la prima culla del nostro bimbo non ha davvero paragoni!

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Questa voce è stata pubblicata il 10/08/2012, in My Wall.

Buongiorno mondo!

Ecco il mio primo post. Mi lancio in questa avventura seguendo più l’istinto che la logica, consapevole che la gestione di un blog comporta impegno e costanza. Ma a un certo punto di questa mia gravidanza ho deciso che mi serviva una valvola di sfogo. E per questo ho creato un luogo virtuale in cui raccontare sensazioni, emozioni, passi avanti e – perché no – paure. Sfrutto questo mio primo intervento per darvi il benvenuto in questo spazio, che spero col tempo si arricchisca anche di vostri commenti. Per qualsiasi altra informazione su di me e su questo progetto, vi invito a leggere la sezione About. Mi perdonerete per eventuali cambiamenti di grafica e contenuto… ma la mia esperienza sul web in qualità di blogger inizia ora. Per cui un in bocca al lupo a me… e un caloroso benvenuto a voi!

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Questa voce è stata pubblicata il 30/07/2012, in My Wall.

Un dentista formato famiglia

Qualche mese fa, nell’ambito di un progetto promozionale di una nuova struttura pensata per la famiglia, insieme a molte altre mamme blogger sono stata invitata a “toccare con mano” il focus aziendale de “Il dentista sicuro”.

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Protagonista dello sguardo del medico sarebbe stata Gaia che, considerando quanti medici ha già visto in 5 anni, lì per lì non ha preso benissimo la notizia. Poi le ho raccontato come sarebbe stato questo dottore e come pensavo potesse essere il suo studio che non avevo mai visto ma a grandi linee mi avevano descritto. Lei si è rasserenata e io ho accantonato il problema.

 

Arriva così il giorno della visita. Lo studio è a Lecco (Corso Carlo Alberto 78, all’interno del complesso ESSELUNGA a Lecco Bione) e da casa lo raggiungiamo facilmente. Lei vede i cartelli “Il dentista sicuro” già nel parcheggio e sorride… io incrocio le dita nella speranza che il suo entusiasmo non si esaurisca varcata la soglia d’ingresso. E per fortuna… non accade!

Entriamo nello studio, davvero bello e arioso. Credo piaccia anche a Gaia, che in men che non si dica corre verso l’area giochi: la grande sala d’aspetto ha un angolo dedicato ai piccoli pazienti con anche una  Play Station per quelli un pochino più cresciuti. Poi arriva il nostro turno e ci accoglie il dott. Casimiro. Lo seguiamo fino alla stanza dedicata ai bambini dove c’è una poltrona odontoiatrica ad hoc, abbellita da un materassino gonfiabile arancione e da altri simpatici personaggi. Gaia non fa una piega (e non è che proprio sia un leone di suo, eh): sale sul materassino e fa esattamente quello che le viene chiesto. Alla fine il dottore ci dà una sua “diagnosi” mostrandocela direttamente su Gaia così che effettivamente le parole hanno trovato corrispondenza nei fatti e prospettandoci potenziali futuri interventi da valutare mostrando su un tablet degli esempi reali.

Questa trasparenza è uno dei punti fondanti de “Il dentista sicuro”, che conta 5 soci fondatori (Davide Beretta – resp commerciale, Dott. Patarino – Direttore Sanitario, Dott. Casimiro – responsabile dei bambini, Dott. Cesana – responsabile del reparto igiene, Chiesa Gabriele – responsabile degli odontotecnici) tutti con alle spalle anni di esperienza in grandi gruppi di studi dentistici. Dopo mesi di ipotesi, il Dott. Patarino e Davide Beretta formano una squadra mirata e vendono lo studio di Nova Milanese per avere i capitali necessari per creare i nuovi uffici. Superati i tanti ostacoli burocratici, prende vita la clinica più grande di tutta la Provincia che nonostante le dimensioni da grande gruppo (più di 500 metri quadrati) ha il profilo di uno studio monoprofessionale quasi “di famiglia”.

Copia di IMG_8971Parliamo di una clinica con un focus ben preciso, come dichiara Davide stesso: “Abbiamo pensato di posizionarci come clinica di famiglia e puntare sul target bambini per il semplice motivo che se una mamma decide di portare il suo bambino (che è la cosa più cara che ha) da noi, sarà disposta al 100% anche lei a farsi curare. Ho un bambino di 3 anni e per lui voglio solo il meglio”. Va da sé che questo implica che la clinica abbia orari elastici: “Le famiglie che lavorano non possono venire al mattino o nel primo pomeriggio. Per questo siamo disponibili a lavorare fino la sera tardi e il sabato tutto il giorno (su appuntamento)”.

Un regalo perfetto per i nonni

Come ogni anno, anche se siamo agli sgoccioli, manca sempre qualche regalo all’appello. Ai “ritardatari” che stanno pensando ai nonni proponiamo un libro per condividere e conservare il prezioso patrimonio dei ricordi familiari. “Nonna parlami di te” e “Nonno parlami di te” diventeranno l’album dei ricordi con le memorie delle persone alle quali si vuole più bene. I nonni potranno raccontare la propria vita, le proprie esperienze e i propri ricordi in un vero e proprio libro in cui saranno i protagonisti.

NonnoPiù di cento pagine da compilare con appositi spazi per aggiungere foto, cartoline e ricordi attraverso le quali i nonni potranno raccontare la propria vita rispondendo a domande stimolanti e curiose come “Qual era il piatto che ti preparava la tua mamma?”, “Come giocavi con il tuo papà?” “Quali vestiti erano di moda quando eri piccola?”, “Come passavi le vacanze?”, “Dove hai incontrato il nonno la prima volta?”, “Quali marachelle hanno combinato i tuoi figli?”, “Cosa ti piace dei tuoi nipoti?”. Per rendere ancora più coinvolgente questa esperienza di scrittura, il libro è stato realizzato utilizzando testi, illustrazioni e immagini tratti dalla storia e dalla cultura italiana in grado d’ispirare i nonni nella stesura delle risposte.

I due volumi sono in vendita a 24,90 euro nelle migliori librerie oltre che online, dove è possibile sfogliare i libri e raccogliere altre informazioni sui prodotti.

Vestirsi è un gioco da bambini con Willy e Nilly

Willy & Nilly è la prima linea d’abbigliamento pensata per coinvolgere e divertire i bambini attraverso una narrazione accattivante che nasce e si sviluppa sui capi, proprio mentre si indossano. Si tratta di vere e proprie t-shirt “interattive” e quindi di un prodotto trasversale tra abbigliamento, gioco creativo, universo narrativo. La t-shirt diventa un supporto per entrare nel magico Macchiomondo di Willy & Nilly e scoprire che le macchie non sempre sono da rimproverare. Ogni t-shirt racconta una storia e ogni storia racchiude un messaggio: macchiarsi e sporcarsi non è un errore o un fallimento, quando fa parte della scoperta e della creazione di qualcosa di proprio.

I personaggi

I protagonisti delle storie sono due bambini: la piccola Nilly, il suo migliore amico Willy e il loro fedelissimo gatto Spot, capace di trasformarsi in una creatura fantastica, il Macchiopardo, per entrare nelle macchie e traghettarli nei diversi mondi di fantasia che si nascondono in ognuna di esse. Proprio il contrario di quello che vorrebbe la Tati, pignola e puntigliosa baby-sitter dei bambini, sempre pronta a pulire qualsiasi macchia e a dare “consigli” troppo prudenti ai due piccoli. Le magliette sono interamente personalizzabili grazie alle morbide formacchiette, personaggi, luoghi e oggetti applicabili sugli appositi bottoni, per seguire la storia narrata nella confezione o inventarne tante altre sempre diverse, perché, come insegnano i nostri protagonisti, ogni macchia può spalancare le porte dell’immaginazione verso universi sempre nuovi. Sono tante e intercambiabili, applicandole è possibile creare storie e trame diverse, scambiarle con amici e dare vita a nuove avventure. Insomma, Willy & Nilly sono dalla parte dei genitori creativi, quelli che non stanno a disperarsi se il piccolo si sporca, anzi stimolano la sua fantasia e inventano storie intorno alle macchie.

Le confezioni

Le maglie si dividono per tre fasce di età differenti, dai 2 ai 7 anni, per permettere ai più piccini di seguire storie con passaggi logici di facile memorizzazione e ai più grandicelli di esercitare associazioni logiche, memoria e curiosità ed accompagnare lo sviluppo dei bambini nelle diverse fasi della crescita. Ogni confezione contiene, oltre alla maglietta, una storia e otto formacchiette. I genitori possono contare su capi di ottima qualità che combinano tessuti morbidi e resistenti con look sempre frizzanti e diversi dal solito, creati a misura di bambino.

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Bambini al sicuro con i braccialetti SOS Infoband

infoPurtroppo capita anche ai genitori più attenti di perdere di vista il proprio bimbo e, se siamo su una spiaggia affollata, la possibilità è ancor più concreta. Se poi il bambino è troppo piccolo per spiegarsi, ritrovare mamma e papà può rivelarsi un’impresa. Per questo Infoband (distribuito in Italia da Damblé) propone una colorata gamma di morbidi braccialetti su cui scrivere i dati di contatto dei genitori: se il piccolo si perde, identificarlo e contattare i suoi genitori sarà un gioco da ragazzi. I braccialetti sono privi di PVC, lattice e altre sostanze che potrebbero causare allergie. Il fermaglio di chiusura (che permette di riutilizzare il braccialetto più volte) è apribile soltanto con l’uso di due mani: il bambino non può aprirlo da solo. Vi si possono inserire vari dati: nome e cognome del piccolo, numero di telefono dei genitori, lingua parlata dal bimbo, avvertenze essenziali quali malattie e allergie. È sufficiente scrivere i dati desiderati con una comune penna a sfera: il testo diventa istantaneamente resistente all’acqua rendendo Infoband perfetto al mare o in piscina. Prezzo al pubblico consigliato: 4,50 euro.

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Il nostro nuovo seggiolino Cybex Solution Q2- fix

A 3 anni non si può più stare nel seggiolino “dei piccoli”. Superata la soglia dei 15 kg, ci siamo messi a cercare una soluzione che fosse comoda anche in caso di riposino, fresca il più possibile anche in estate, bella esteticamente e ovviamente stra-sicura. E nella ricerca ci siamo imbattuti nel marchio Cybex che non è certamente tra i più economici ma c’è un grande perché. Per garantire la massima sicurezza, i prodotti di questo marchio sono sottoposti a centinaia di crash test. L’obiettivo è quello di assicurare la massima sicurezza ai bambini senza rinunciare a un design unico, al comfort e a una funzionalità intelligente.

La nostra scelta

seggiolinoAll’interno del gruppo 2/3, che copre bambini tra i 3 e 12 anni per un peso compreso tra i 15 e i 35 kg, abbiamo optato per il nuovo Cybex Solution Q2- fix che si basa sul concetto vincente di sicurezza caratterizzante l’intera serie Solution (il primo Solution vinse il Kind+Jugend Innovation Award nel 2005 per il brevetto del poggiatesta reclinabile che consente alla zona principale della testa del bambino di reclinarsi all’indietro, impedendo la pericolosa caduta in avanti durante il sonno). Ottima anche la protezione laterale come attesta l’attestazione di livello “MOLTO BUONO” data dai test effettuati dall’organizzazione tedesca Stiftung Warentest (6/2011). La nuova combinazione tra l’interazione delle protezioni laterali, il poggiatesta reclinabile e il sistema Linear Side-impact Protection (L.S.P. System Plus), individualmente regolabile, portano a  un miglioramento della sicurezza in caso di impatto laterale. Inoltre il seggiolino è dotato del sistema di attacco Isofix Connect che offre ulteriore stabilità e sicurezza all’interno dell’auto (sulle vetture sprovviste del sistema Isofix, basta retrarre i connettori del seggiolino e assicurare seggiolino e bambino usando la cintura di sicurezza dell’auto stessa). Da ultimo il seggiolino è dotato di un nuovo sistema di regolazione di altezza e larghezza integrato: una funzione di sicurezza che consente un adeguamento del seggiolino alla corporatura del bambino. Grazie a un meccanismo azionabile con una mano sola e 11 possibilità di regolazione, altezza e larghezza del seggiolino si possono regolare simultaneamente.

 

Test “sul campo“

camperAppena il nuovo seggiolino ha varcato la porta di casa, Gaia ci si è fiondata sopra per testarlo e il suo commento a caldo è stato “sembra una poltrona“. Le premesse quindi erano ottime e le nostre aspettative sono state subito soddisfatte quando pochi giorni dopo abbiamo fatto un weekend fuori porta in camper. Essendo in viaggio, non poteva stare a dormire nel letto posteriore e si è addormentata guardando fuori dalla finestra. Più che positivi anche i primi viaggi in macchina: non si è mai lamentata e anzi in questi giorni estivi pare apprezzare particolarmente il rivestimento fresco della seduta e dello schienale. Davvero immediato poi il fissaggio del seggiolino grazie al sistema Isofix: si monta e si smonta in un paio di minuti e legare Gaia con la cintura, che rimane fissa in appositi passanti, è un gioco da ragazzi. Un ottimo acquisto quindi che vale tutta la spesa. Anche perchè, come dicono Gaia e la sua zia adorata, “la sicurezza dei bambini non è mai troppa“.

 

Senza titolo

http://www.cybex-online.com

Nuova linea di pizze senza glutine per Roncadin

roncadinÈ operativo il nuovo stabilimento di Genova, dal quale usciranno 10 milioni di pezzi l’anno per soddisfare la domanda di chi segue un’alimentazione gluten free. L’azienda di Meduno (PN), diventata negli anni un punto di riferimento nel settore delle pizze e degli snack surgelati di alta qualità, aveva annunciato a ottobre il progetto per la nuova sede produttiva di Genova che ora è operativa. Questa nuova linea si aggiunge a quella inaugurata la scorsa estate, la quinta, nello stabilimento principale in Friuli.

Cosa fa Roncadin?
L’azienda attualmente produce 390mila pizze al giorno e ha l’obiettivo di arrivare a 80 milioni di pezzi prodotti in un anno, per un totale di 90 milioni di fatturato. A questi si aggiungeranno i 10 milioni di pezzi l’anno che Roncadin prevede di produrre nel nuovo stabilimento ligure inaugurato, come ha dichiarato l’amministratore delegato Dario Roncadin, “per soddisfare le esigenze di una nicchia del mercato, venendo incontro alle esigenze di chi non può o non vuole consumare prodotti contenenti glutine”. I capitali che sostengono l’operazione sono al 50% di Roncadin e al 50% del socio Francesco Palau, presidente di Appetais Italia, produttore di piatti pronti della cucina italiana. Le prime due ricette messe in produzione sono quelle della pizza margherita gluten free e della pizza al salame gluten free, alle quali potranno aggiungersi in futuro altre versioni. Le pizze saranno distribuite a marchio Roncadin e a marchio Appetais.

Perché Genova?
La scelta di Genova come sede per il nuovo stabilimento è dettata anche dalla posizione della città, snodo strategico per il commercio negli Stati Uniti. Roncadin è infatti un’azienda dalla vocazione internazionale: oltre il 70% del fatturato è generato dall’export nel 2013 è stata aperta una filiale commerciale negli USA. I mercati esteri principali sono Gran Bretagna e Germania. È proprio la qualità del Made in Italy sul quale l’azienda friulana ha deciso di puntare che convince clienti in tutto il mondo. “Selezioniamo con cura gli ingredienti che usiamo”, ha a tal proposito aggiunto Roncadin. “Per la base utilizziamo un mix di farine prodotti da mulini italiani e l’acqua del bacino idrico delle Dolomiti Friulane. Inoltre concediamo all’impasto il giusto tempo di lievitazione, dalle 5 alle 24 ore, utilizzando così pochissimo lievito, meno dell’1%. La cottura avviene in forno a legna, con tronchetti di faggio certificato e un forno in pietra refrattaria. E la farcitura è manuale: l’aggiunta degli ingredienti è eseguita a mano, con controllo anche dell’aspetto estetico”.

www.roncadin.it

Buon compleanno (senza glutine) con Farmo

Un dolce di compleanno creativo, divertente, veloce e – ovviamente – senza glutine. È quello che possiamo realizzare se abbiamo in casa i Choco-muffin gluten free Farmo. Basta avere qualche candelina e dei nastrini per creare delle tortine gustose che tutti i bimbi invitati alla festa potranno apprezzare. Così il nostro celiachino non si sentirà in disparte!

Due parole su Farmo
Farmo-Pack Choco MuffinÈ un’azienda italiana che produce alimenti senza glutine. I suoi Choco Muffin sono soffici e golosi dolcetti arricchiti da una pioggia di gocce di cioccolato. Sono conservati in pratiche e sicure confezioni monodose che mantengono intatte le caratteristiche del prodotto, senza rischi di contaminazione. I Choco Muffin si prestano a essere presentati in tavola nei modi più originali e creativi. Se poi li disponiamo a fiore o a cuore, ecco che abbiamo in poche mosse una torta adatta per i bimbi che devono seguire un’alimentazione priva di glutine. Preparati con ingredienti di alta qualità selezionati nei laboratori Farmo (tra cui il tanto apprezzato amido di frumento deglutinato), i Choco Muffin sono marcati con il logo di GF-certified (certificazione GlutenFree) e sono disponibili presso GDO, farmacie, negozi specializzati e bar.

www.farmo.com

 

Visual Choco Muffin Party - 19-02-2016